“Specchiarsi per capirsi”, il film realizzato in collaborazione dalla 1A e dalla 1D è un lavoro stratificato a livello narrativo. Esso prende spunto dalla riflessione collettiva su un film americano del 1998, “Basta guardare il cielo” di Peter Chelsom, che racconta l'amicizia di due ragazzi fragili, travolti dagli eventi, da adulti indifferenti e da coetanei violenti, che diventano improvvisamente protagonisti delle loro vite quando scoprono che la loro unione costituisce una forza inattaccabile dalla cattiveria del mondo. “Specchiarsi per capirsi” agisce però a più livelli di significato sul piano stilistico e narrativo, mettendo prima in scena in modo documentaristico questa bella riflessione collettiva sulle proprie debolezze ed i propri momenti di prepotenza nei confronti degli altri, che si è poi allargata nel corso dell'anno al concetto di amicizia e di onore dei cavalieri della Tavola Rotonda, con alcune parti recitate di un testo riferito a questo mito, alla struttura della fiaba come genere narrativo ed, infine, alla messa in scena di una vera e propria storia fantasy ambientata con innocenza ed ironia in un imprecisato passato (o futuro) popolato da Principi “Hosempreragioneio”, da Principesse “Nonmenefregadinessuno”, da cavalieri, maghi, streghe, animali misteriosi ed un giovane bello e generoso che, con l'aiuto del soprannaturale e di uno specchio magico riuscirà a far finire guerre e conflitti individuali e collettivi mostrando semplicemente a tutte le parti in causa ciò che le persone sono realmente nella vita di ogni giorno, con bellezze e bruttezze, forza e fragilità. Il film è stato impegnativo per tutti noi, contando che si trattava di coordinare il lavoro di 49 ragazzi, anche se con l'aiuto delle loro meravigliose insegnanti, Prof.ssa Taddei e Prof. Bendinelli, ma vedere questi ragazzi prima a bocca aperta durante la proiezione e poi applaudire felici il loro film ci ha ripagato tutti di ogni sforzo.
Marcello Cella