“Il mistero dell'assassino di merendine”, al di là del curioso titolo a metà strada fra il burlesque ed il giallo alla Agatha Christie, racconta effettivamente di un mistero e di una indagine, ma legati alla riflessione su un dramma di carattere sociale come quello dell'abbandono minorile. Infatti in una scuola all'improvviso cominciano a scomparire numerose merendine che spesso vengono ritrovate abbandonate, ma “sbuzzate” e mangiate a metà, in vari luoghi, come se qualcuno le volesse “uccidere” per qualche misterioso motivo. Alcuni ragazzi, in particolare Moris, appassionato di libri e film gialli, e Marika, attratta dal misterioso e tormentato Mirko e giovanissima autrice di filastrocche divertenti, ma dal leggero retrogusto filosofico, cominciano ad indagare su questo mistero. Mistero che si aggiunge a quello sull'identità imprecisata del “Garibaldi”, l'anziano padrone del Bar Boccaccio, dove spesso si ritrovano i ragazzi, dall'aspetto vagamente “risorgimentale”, seppur somigliante in modo impressionante al bidello Giosuè (...), allo strano reality (“Riality Sciò”) organizzato dai professori per cercare di unire le individualità conflittuali della classe ed alle prime inquietudini adolescenziali di Greta, autrice di un bellissimo diario da cui trae spunto la storia del film. Il mistero, come in ogni film o libro giallo che si rispetti, alla fine viene svelato, ma non si tratta di nulla di ludico. Infatti Moris e Marika, unendo le loro forze e le loro vivaci intelligenze, scoprono che l'autore dei furti e degli “omicidi” di merendine è proprio lo strano Mirko che, messo alle strette dai due simpatici detective, alla fine è costretto a confessare la sua strana ossessione per le merendine, ricordo angosciante del suo passato vissuto in un orfanotrofio dove l'unica cosa che veniva data da mangiare ai ragazzi dagli educatori-aguzzini erano le merendine. I suoi compagni allora capiscono i motivi del suo gesto e lo perdonano promettendo di aiutarlo a superare il suo problema. Per prima cosa non portando più a scuola le terribili merendine...
Marcello Cella