“The Groups”, parte dalla riflessione di un disagio vissuto da un ragazzo particolarmente sensibile all'interno della sua classe che lo conduce all'emarginazione ed all'esperienza angosciosa della droga, alla solitudine ed alla malattia, fino alla tragedia sfiorata della morte. Infatti Marco, questo il nome del protagonista, un giorno finisce in ospedale e cade in coma. Il suo stato fra la vita e la morte si trasforma presto in un'ondeggiante esperienza fra la realtà ed il sogno in cui si incrociano con ironia i destini di una giornalista a caccia di scoop con la pubblicazione dei suoi articoli su questa classe particolarmente turbolenta e difficile, i dolori delle giovani professoresse alle prese con le strategie per cercare di arginare l'esuberanza dei ragazzi, ed il curioso reality televisivo, “The Groups”, anche in questo caso utilizzato dai professori per cercare di unire i ragazzi facendo leva sull'amicizia e la solidarietà più che sul classico individualismo caratteristico di questi prodotti televisivi. Reality a cui, stranamente, partecipa anche Marco...suscitando così nello spettatore numerose domande non solo sul linguaggio di questo genere di racconto televisivo, ma anche sul piano esistenziale. Raccontato con un linguaggio molto diretto e crudo, il film sta narrativamente a metà strada tra il film adolescenziale e le citazioni indirette di film culto per un certo coté sociale giovanile come “Trainspotting” di Danny Boyle.
Marcello Cella