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6808 - Dialoghi a distanza sui tempi che cambiano

Posted in
6808
Caratteristiche
2011
Documentario
Cast Tecnico
Autore: 
Marcello Cella. Giuseppe Favilli, Francesca Paita
Musiche: 
Francesco Celati, Alfredo Bandelli, Evelin Bandelli, Vanz
Voce fuori campo: 
Giuseppe Favilli
Interviste: 
Marcello Cella
Riprese: 
Giuseppe Favilli, Francesca Paita
Montaggio: 
Giuseppe Favilli, Francesca Paita
Organizzazione: 
Marcello Cella, Giuseppe Favilli
Produzione: 
Neoki Film 2011
Sinossi

Cosa è stato il '68 a Pisa? Come è stato vissuto dai protagonisti dell'epoca? E che cosa rimane oggi di quel
fuoco, di quella passione che aveva spinto migliaia di giovani a scendere per mesi quasi quotidianamente in
piazza, ad occupare le facoltà universitarie, ad espandersi come un'onda in piena in città?
Quali sono stati i fatti che hanno contrassegnato questo enorme e complesso movimento giovanile a Pisa?
Quando è nato veramente il Sessantotto a Pisa? E quando è finito? Cosa lega la critica anti-autoritaria di
quegli anni con le richieste di cambiamento che da almeno 15 anni salgono periodicamente alla ribalta
sostenute da movimenti giovanili variegati, dai no global agli indignati?
Queste sono alcune delle problematiche che il documentario prova a raccontare attraverso quaranta
interviste a molti dei protagonisti di quell'epoca irripetibile e ad alcuni giovani da anni impegnati a livello
politico, sociale e culturale in città per tenere accesa la fiamma del bisogno di cambiamento che pervade
loro ed i loro coetanei.
Un documentario necessariamente parziale data la complessità degli avvenimenti e dei suoi protagonisti,
ma ricco di elementi utili ad una riflessione storica, politica e culturale sull'Italia degli ultimi 40 anni. Sullo sfondo di un affresco storico a tinte forti si muovono i protagonisti-narratori di queste interviste, le loro vicende personali, i conflitti, i luoghi di incontro e di scontro in città, le nuove forme di comunicazione e di
socializzazione, il loro intreccio con le vicende politiche nazionali e internazionali che prefigurava già una forma
di globalizzazione delle coscienze, prima ancora che economica. Le lotte contro lo sfruttamento, contro le
ingiustizie sociali, contro l'autoritarismo del potere rimbalza dal '68 nel vissuto quotidiano e nelle lotte dei
giovani di oggi che, chiamati a riflettere su quel periodo storico e sul suo rapporto con la nostra epoca, ne
traggono elementi di pensiero tutt'altro che banali o scontati. E una richiesta, inaspettata e forse paradossale, di “silenzio”, di allontanamento dal rumore spesso cacofonico di un'epoca dominata dal vociare spesso insulso dei mass-media, e di conseguente “ascolto” di sé stessi e degli altri.
Per trovare risposte nuove a domande che non sono solo di carattere politico o sociale, ma anche esistenziale, per scoprire modi di vita meno distruttivi per l'uomo e per il suo ambiente.
O, forse, anche solo per continuare ad inseguire un sogno o un'utopia che, per quanto irraggiungibile, possa
illuminare ancora il loro cammino di giovani uomini e donne che lottano per cambiare, anche solo un po',
questi tempi vuoti, mediocri e stupidi in cui viviamo.

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